Servizi / 01
Ispezione di impianti fotovoltaici.
Un volo sopra l'impianto in produzione: ogni modulo ripreso in termico e in visibile, ogni anomalia localizzata e misurata in gradi. I difetti si trovano quando costano poco, non quando la produzione è già calata.
01Ogni modulo, misurato.
Un modulo sano ha una temperatura uniforme. Un difetto si vede come una zona più calda o più fredda: la termocamera radiometrica la misura e la confronta con i moduli sani. Passa il puntatore sul termogramma per leggere i gradi.
Il calore tradisce il difetto.
Una cella che non produce non resta ferma: dissipa l'energia delle altre e si scalda. È così che la termografia trova i guasti prima che si vedano.
02I difetti che si trovano in un campo solare.
Quasi nessuno si vede a occhio e molti non compaiono nel monitoraggio, perché la perdita di un singolo modulo si confonde nel totale dell'impianto.
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Celle surriscaldate
Una cella rotta, ombreggiata o difettosa smette di produrre e assorbe l'energia delle vicine, scaldandosi anche di decine di gradi.
Col tempo: il calore degrada l'incapsulante e il retro del modulo, fino al rischio di bruciature.
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Sottostringhe in bypass
Un terzo del modulo viene escluso dal diodo di bypass: il modulo continua a lavorare, ma produce circa un terzo in meno.
Col tempo: il diodo sempre in conduzione si scalda e può guastarsi.
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Moduli e stringhe scollegati
Connettori staccati o bruciati, scatole di giunzione danneggiate, fusibili intervenuti: il modulo, o l'intera stringa, non produce nulla.
Col tempo: un contatto che scalda può innescare un incendio.
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Microcrepe
Grandine, trasporto, montaggio o calpestio incrinano le celle. All'inizio la perdita è minima e la crepa invisibile.
Col tempo: i cicli di caldo e freddo allargano le crepe e isolano parti di cella, che diventano punti caldi.
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PID
La degradazione indotta dal potenziale colpisce soprattutto i moduli verso il polo negativo della stringa: nel termico compaiono celle più calde a scacchiera.
Col tempo: la potenza cala anno dopo anno; preso presto, in molti casi si può limitare.
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Sporco, ombre, vegetazione
Escrementi, foglie, polvere accumulata sul bordo, alberi cresciuti o nuove costruzioni: ogni ombra fissa crea un punto caldo.
Col tempo: un'ombra che resta per anni produce gli stessi danni di una cella guasta.
03Un difetto non resta fermo.
Ogni giorno il modulo si scalda e si raffredda, ogni anno passa dall'estate all'inverno. Un difetto piccolo tende ad allargarsi: una crepa diventa un punto caldo, un punto caldo danneggia il modulo, un modulo guasto può fermare la stringa. Intanto l'impianto produce meno di quanto dovrebbe, ogni giorno di sole.
- Potenza ferma
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- Energia persa in un anno
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- Valore perso in un anno
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- In 5 anni, anche se i difetti non peggiorassero
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Ipotesi: una sottostringa in bypass toglie un terzo della potenza del modulo, un modulo che non produce la toglie tutta. Le celle surriscaldate, le microcrepe e il PID non sono conteggiati: la loro perdita varia caso per caso e cresce negli anni. Nel Nord Italia un impianto ben orientato produce indicativamente 1.100–1.300 kWh per kWp all'anno.
04Quando serve.
Su impianti residenziali, aziendali e a terra: prima che un problema diventi un costo.
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Collaudo
Un impianto nuovo controllato prima della consegna: i difetti di fornitura o di montaggio emergono subito, quando è chiaro chi deve rimediare.
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Calo di produzione
Il monitoraggio segnala meno energia del previsto: si trovano il modulo o la stringa responsabili, senza smontare nulla.
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Dopo una grandinata
Celle incrinate e moduli danneggiati anche quando a occhio non si vede nulla, documentati per l'assicurazione.
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Prima che scada la garanzia
Un controllo periodico documenta i difetti dei moduli mentre il produttore ne risponde ancora.
Cosa ricevi.
Un rapporto pensato per chi deve intervenire: dove si trova ogni difetto, quanto è grave e cosa fare.
Il rapporto
- Mappa
- Anomalie segnate modulo per modulo sulla pianta dell'impianto
- Termogrammi
- Radiometrici, con temperature e ΔT
- Foto
- Nel visibile, abbinate a ogni anomalia
- Priorità
- Cosa sostituire subito, cosa verificare, cosa monitorare
Il metodo
- Riferimento
- IEC TS 62446-3
- Operatore
- Termografo certificato UNI EN ISO 9712 livello 2
- Condizioni
- Impianto in produzione, irraggiamento e vento misurati in loco
- Per
- Proprietari, installatori, manutentori, periti
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